Mozziconi di sigaretta (e non solo): un’emergenza ambientale e di decoro urbano.

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Introduzione

Le cicche di sigaretta gettate per terra sono un fenomeno purtroppo diffuso e visibile in ogni angolo delle nostre città. Nonostante i numerosi appelli per il decoro urbano e la tutela dell’ambiente, i mozziconi continuano a essere abbandonati come se le strade fossero un posacenere a cielo aperto. Questo comportamento, oltre a essere un segno di inciviltà, rappresenta un grave problema ambientale e sanitario, che richiede una riflessione approfondita e soluzioni concrete.

La situazione

I mozziconi di sigaretta sono particolarmente evidenti in zone ad alta affluenza, come piazze, parchi, fermate degli autobus e, purtroppo, anche fuori dagli ospedali e dai presidi sanitari. Come già denunciato in un precedente articolo del nostro blog, è sconcertante notare come anche in prossimità di luoghi che dovrebbero rappresentare un esempio di cura e rispetto per la salute, ci si trovi a dover fare i conti con questa sgradevole realtà.

Bisogna ammetterlo: il gesto di buttare la cicca per terra è spesso istintivo, frutto di una mancanza di consapevolezza e di una cultura del “tanto qualcuno pulirà”. Fermi però, la responsabilità non è solo dei cittadini. Anche le aziende preposte alla pulizia delle strade giocano un ruolo cruciale, e purtroppo non sempre all’altezza del compito.

L’inciviltà non è l’unico colpevole!

Riceviamo continuamente segnalazioni di operatori che dedicano più tempo a pause prolungate, fumando o utilizzando lo smartphone, piuttosto che a svolgere il proprio lavoro. Un esempio? In alcune aree, i cittadini riferiscono che i netturbini trascorrono appena 10 minuti a spazzare, per poi fermarsi altri 10 minuti inattivi. Questo comportamento è evidente senza bisogno di scattare foto di nascosto: basta notare che, dove un operatore è passato il giorno prima, è ancora presente un accumulo di sporcizia da giorni. Tale inefficienza compromette gli sforzi per mantenere le strade pulite e fa sì che le tasse (quei pochi rimasti) vengano pagate inutilmente.

E’ inutile dirvi che questa segnalazione è stata gia prontamente inviata via mail a Kyma ambiente (segnalazioni@kymaambiente.it). Speriamo indaghino.

”Mari & monti”.

Il fenomeno, purtroppo, non si limita ai soli centri urbani. Ecco altri luoghi simbolo del degrado:

  1. Spiagge: Durante l’estate, i mozziconi seppelliti nella sabbia diventano una minaccia per l’ecosistema marino;
  2. Stazioni di servizio: Gettare mozziconi vicino alle pompe di benzina non è solo incivile, ma pericoloso. Il rischio d’incendio è reale (il filtro brucia a 700°C!);
  3. Aree vietate ai fumatori: Parchi giochi, ingressi di scuole o locali con divieto di fumo (come alcuni bar all’aperto) sono paradossalmente invasi da mozziconi.

Leggi e sanzioni.

Cosa dice ”la legge”?! In Italia, l’abbandono di rifiuti come i mozziconi è regolato dall’articolo 255 del Testo Unico Ambientale, che prevede multe fino a 300€. Dal 2017, la Direttiva Europea sulla Plastica Monouso ha incluso i filtri delle sigarette tra i prodotti soggetti a responsabilità estesa del produttore, obbligando i marchi a finanziare campagne di sensibilizzazione e raccolta. Pochi lo sanno, ma città come Bologna e Firenze avevano introdotto ordinanze ad hoc: chi getta un mozzicone rischia una sanzione immediata, con pattuglie dedicate al controllo. Ora, al momento non so se questa ordinanza è ancora attiva, ma sarebbe molto utile per Taranto e Provincia!

Soluzioni concrete.

  1. Controlli a sorpresa e tecnologia: Le aziende di pulizia dovrebbero istituire ispezioni non annunciate, magari utilizzando dispositivi GPS per monitorare gli spostamenti dei dipendenti. Ad esempio a New York, se non erro, i netturbini hanno orari e percorsi tracciati, con risultati misurabili.
  2. Telefoni bloccati negli armadietti: Per limitare le distrazioni, i lavoratori potrebbero depositare i cellulari personali prima del turno, tenendo solo un numero aziendale per emergenze.
  3. Posacenere tascabili e innovativi: Distribuire portamozziconi portatili in silicone o installare cestini con estintori per sigarette in punti strategici (es. fermate degli autobus).
  4. Coinvolgimento attivo dei cittadini: Creare app per segnalare accumuli di mozziconi o organizzare flash mob di pulizia con premi simbolici per i partecipanti, oppure, sgravi fiscali.

Un esempio

Si potrebbe implementare un numero adeguato di posacenere pubblici, accompagnati da una campagna shock che evidenzi i gravi danni ambientali causati dai mozziconi di sigaretta (che, se non sbaglio, impiegano fino a 10 anni per degradarsi, rilasciando, tra l’altro, sostanze tossiche come arsenico e piombo). Questa strategia ridurrebbe sicuramente il littering (il littering è l’abbandono di rifiuti, come mozziconi, carte o plastica, in spazi pubblici anziché negli appositi contenitori), e potrebbe essere promosso con partnership tra Comuni, associazioni e, perché no, anche con le aziende del tabacco.

Consigli non richiesti.

  • Per i fumatori: Tenete un piccolo contenitore metallico in borsa. Se usate l’auto, appendete un posacenere da viaggio al cruscotto.
  • Per le aziende: Installate cartelli con scritte provocatorie (“Questo non è un posacenere. Grazie”) vicino alle aree critiche, e formate gli operatori con corsi sul decoro urbano.
  • Per i Comuni: Sperimentate l’adozione di strade da parte di negozi o associazioni, con obbligo di pulizia quotidiana in cambio di sgravi fiscali.

Marciapiedi

I marciapiedi di Taranto rappresentano un’altra delle principali criticità in termini di igiene e decoro urbano, soprattutto per quanto riguarda i cattivi odori. Chi vive quotidianamente nella città, purtroppo, sembra non accorgersene più, essendo ormai assuefatto a questa situazione (capirai, tra puzza di ILVA e ENI, siamo messi bene!). Però, è chi arriva da fuori, visitatori o persone che si trovano a camminare per i marciapiedi della città, a percepire immediatamente la presenza di un odore sgradevole, spesso riconducibile a urina, escrementi di cani e sporco accumulato.

Questa condizione poi, è particolarmente evidente durante i mesi estivi, quando il calore amplifica ulteriormente gli odori, rendendo ancora più spiacevole l’esperienza per chi percorre le strade. Ecco perchè non si tratta solo di una questione estetica, ma di una problematica che incide sull’immagine della città e sulla qualità della vita di chi la visita o vi transita.

Soluzioni proposte

Per affrontare questa situazione, è necessario un piano di pulizia straordinaria e continuativa che preveda:

  1. Lavaggio sistematico dei marciapiedi: Utilizzare lance ad alta pressione e detergenti ecosostenibili per rimuovere sporco e cattivi odori. È importante scegliere prodotti biodegradabili per evitare di danneggiare l’ambiente.
  2. Programmazione regolare: Organizzare interventi di pulizia intensiva soprattutto in prossimità dell’estate, quando il problema degli odori diventa più acuto.
  3. Campagne di sensibilizzazione: Informare i cittadini sull’importanza di mantenere puliti gli spazi pubblici e incentivare comportamenti virtuosi, come raccogliere i bisogni dei propri cani e non abbandonare rifiuti per strada.
  4. Aumento dei controlli e delle sanzioni: Rafforzare la vigilanza e applicare multe a chi non rispetta le regole di decoro urbano.
  5. Collaborazione tra istituzioni e cittadini: Coinvolgere associazioni locali, scuole e commercianti in iniziative di pulizia e sensibilizzazione.
🆘𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐕𝐈𝐃𝐈𝐋𝐎 𝐒𝐔⤵️
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